Logo Unimessina

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MESSINA

S.I.S.S.I.S

Scuola Interuniversitaria Siciliana di Specializzazione per  l'Insegnamento Secondario

 

ANNO ACCADEMICO 2007/2008

 

CLASSE 36/A SEMESTRALE

 

* * *

MODULO DI DIDATTICA DELLA PEDAGOGIA (prof. V. Bolognari)

 

Maria Rosaria Poeta

Titolo del modulo:

EDUCAZIONE ALLA LETTURA

AMBITO: METODOLOGICO - PEDAGOGICO

 Daniel Pennac - Leggere


Destinatari

BIENNIO DI UN LICEO SOCIO-PSICO-PEDAGOGICO

 

Motivazioni generali

Con l’affollarsi del bombardamento multimediale, con l’acuirsi delle difficoltà e lacune di apprendimento (che si riverberano da ogni ordine di scuola a quello successivo), cresce sempre più nei discenti la percezione del libro come uno strumento in cui sono insite, (nascoste o conclamate), insuperabili difficoltà.

Un feticcio, insomma, che alcuni cattivi (o interessati) lettori vorrebbero frettolosamente rimuovere. Un "nemico" rispetto ad uno stile di vita che, soprattutto attraverso la televisione, vuole diventare ossessivamente totalizzante ed invadere in modo prescrittivo sfere dell’agire e del pensare che dovrebbero restare totalmente private, in quanto sinonimo di autentica libertà.

Far riscoprire al discente, attraverso percorsi guidati, il valore "amico" del libro (dal testo di studio al testo letterario) significa dunque riportare al centro dell’azione educativa lo strumento principe di crescita ed emancipazione, il passaggio obbligato per chiunque voglia superare un percorso che lo faccia approdare alla condizione di classe dirigente.

Si è asserito molto, in passato (come se fosse il fine ultimo) che obbiettivo della scuola pubblica dovrebbe essere il diritto allo studio. Oggi si comprende che un autentico percorso formativo deve invece aiutare il raggiungimento di due ulteriori qualificanti livelli: dal "semplice" diritto allo studio (che è apparso sempre più come il garantire l’attività "fisica" dell’atto di studiare) si dovrebbe passare al diritto al sapere e, in cima, al diritto alla conoscenza.

 

Obbiettivi

Di tipo cognitivo (di apprendimento):

- Saper individuare il valore e la finalità del libro di testo.

- Comprendere il valore in sé della lettura, non solo come "saper leggere" ma sapere cosa si legge.

- Essere in grado di orientarsi nel vasto panorama della letteratura classica e contemporanea attraverso la lettura ragionata degli autori più importanti.

Di tipo formativo (trasformativi della personalità individuale e collettiva):

- Saper riconoscere il ruolo fondamentale della lettura come processo di libertà interiore ed esteriore;

- saper capire i problemi del nostro tempo sotto il profilo etico, umano, sociale;

- saper analizzare i contenuti del sapere come fine essenziale a sé stante.

Di tipo socio-relazionale:

- Maturare la consapevolezza che la lettura è un modo essenziale per comunicare con gli altri sulla base di valori condivisi od anche opposti su cui aprire un confronto.

- Nascita della biblioteca di classe come punto d’arrivo ragionato di tutte le attività

 

Finalità

Il modulo vuole esplorare le vie attraverso cui si possano stimolare i giovani (e in genere tutti coloro che avvertono l'oggetto libro come un macigno indebitamente e immeritatamente posato sul loro comodino) non tanto alla lettura in sé e per sé quanto al piacere di essa, cercando di riproporre i libri come complici, come amici attraverso i quali si ampliano i propri orizzonti e si costruiscono mondi inediti.

 - Rendere gli studenti appassionati e curiosi dei libri e della lettura, a partire dai testi d'uso in classe, educandoli ad una valutazione, anche critica rispetto al loro valore e contenuti.

- Far loro capire che, in fondo, noi "siamo" ciò che i libri ci hanno insegnato: la nostra appartenenza ad una determinata generazione spesso è passata anche dal fatto che in pochi o in molti (esempi abusati, "il '68,, " i favolosi anni '60) abbiamo letto gli stessi libri, visto gli stessi film, ascoltato la stessa musica.

Contenuti (Unità Didattiche)

1. COMPAGNO LIBRO DI TESTO

2. "NEMICI" DEI LIBRI: TELEVISIONE, MODELLI DI TEMPO "LIBERO", INTERNET?

3. AMICI LIBRI: NARRATIVA E POESIA.


Attività e metodologie:

- Lezione frontale e partecipata;

- Discussioni guidate;

- Lettura collettiva in classe e individuale a casa

- Ricerche su internet.

- Laboratorio.


Strumenti:

- Libri di testo

- Libri della biblioteca d’Istituto,

- Libri personali;

- Apparati multimediali e informatici.

Tempi:      7 ore distribuite

                          Programmazione di eventuali tempi di recupero


Verifica e valutazione:

 

Le operazioni di verifica avranno lo scopo di valutare e accertare le conoscenze, le competenze  e le capacità acquisite dagli studenti, la continuità del grado di apprendimento e gli elementi di progresso.

Le verifiche saranno effettuate mediante:

- Dialogo guidato per ottenere un confronto critico tra discenti e tra essi e il docente.

- Elaborati eseguiti singolarmente.

 


UNITA' DIDATTICA 1

* * *

COMPAGNO LIBRO DI TESTO

 

COSA E’ E A COSA SERVE UN LIBRO DI TESTO
LABORATORIO: PRENDIAMO CONFIDENZA


 

TEMPI: 2 ORE.

Nel corso degli ultimi 15 anni il rapporto tra discente e libro di testo, in Italia, si è profondamente trasformato. Nella scuola italiana, a differenza dei sistemi formativi ormai collaudati di altri paesi-guida in tema di rapporto fecondo con il libro (pensiamo a Francia e Gran Bretagna) si è progressivamente determinata una disaffezione verso il libro, che trova purtroppo varie concause i cui effetti rischiano di deflagrare.

In primo luogo (sembra paradossale) è un fattore di crisi la normativa che fa obbligo alla pubblica amministrazione di acquistare i libri di testo nella scuola dell’obbligo. Presso famiglie e studenti si è progressivamente diffuso un modo di pensare che ritiene che uno strumento "regalato" dallo Stato all’alunno, già di per sé sia cosa di poco valore, che si può ottenere con facilità, e di cui con altrettanta facilità ci si può disfare; tanto non conta, non è importante nella crescita formativa, soprattutto non è per niente preclusivo al raggiungimento dell’erroneo traguardo che è la promozione all’altra classe, anziché la crescita culturale e formativa.

In secondo luogo (paradosso derivato) il costo dei libri di testo che, fuori dalla scuola dell’obbligo, scoraggia fortemente i ceti sociali meno abbienti. I familiari spesso sono restii all’acquisto, che non è visto per quello che è, e cioè un investimento "alto" in cultura e formazione, ma è percepito come un aggravio al bilancio familiare tutto sommato superfluo, magari secondario a consumi collettivi di massa considerati irrinunciabili: uno per tutti i costi del consumo di sport da guardare che spodesta lo sport da praticare.

Certo non si può e non si deve generalizzare, ma in alcune realtà sociali c’è il  perseguimento in molti casi del "pezzo di carta" senza studio, come presupposto all’ottenimento del "posto" senza lavoro.

Il libro di scuola, in questo contesto, deve farsi largo tra televisione e telefono mobile, tra disaffezione e mancata percezione della sua basilare importanza.

Per questo motivo, sarebbe altamente auspicabile coinvolgere nello svolgimento del modulo, ad inizio d’anno, tutti i colleghi della classe: a ciascuno di loro andrebbe chiesto di dedicare un’ora di lezione, nell’ambito della consueta illustrazione dei programmi, alla descrizione particolareggiata dei rispettivi libri di testo. Di particolare interesse dovrebbe essere illustrare per ogni disciplina i tratti essenziali di storia di ogni disciplina, per capire meglio come si è arrivati alla redazione di quel libro di testo e alla scelta di adottarlo.

Restituire dignità di protagonista al libro di testo incontra un’altra difficoltà, di cui bisogna essere consapevoli per affrontarla e superarla: è necessario rimotivare i discenti alla ulteriore assimilazione e rielaborazione di quanto studiato a scuola con l’approfondimento a casa: lo spazio delle ore pomeridiane, infatti, trova una notevole quantità di "concorrenti" impropri, come attività ludiche o ginniche o quant’altro.

Da queste difficoltà (e il modulo intende portarle tutte alla emersione nella coscienza dei discenti) si evince che la crisi del libro di testo si iscrive in una più generale crisi del sistema formativo in alcune realtà difficili.

LABORATORIO: prendiamo confidenza

- Chiedere ad ogni alunno (dopo una eventuale attività orientata da parte di ciascun collega nelle proprie ore) di valutare la qualità ed i contenuti di ognuno dei suoi libri di testo.

- Ascoltare da ognuno perplessità o difficoltà nell’organizzazione giornaliera dei ritmi di studio.

- Verificare nel dialogo collettivo se si muove un meccanismo di rimotivazione alla lettura ed all'uso dei libri.

 


UNITA' DIDATTICA 2

* * *

I MEDIA: "NEMICI" DEI LIBRI?

 

 

LA TELEVISIONE - I MODELLI DI TEMPO "LIBERO" -  INTERNET
LABORATORIO: NE' APOCALITTICI NE' INTEGRATI


 

TEMPI: 2 ORE.  

IL RUOLO DEI MASS-MEDIA

Marshall McLuhan, profetico precursore del corretto inquadramento socio-filosofico del mondo dei mezzi di comunicazione di massa, ha bene identificato l’effetto che un mezzo di comunicazione compie sugli individui. L’uomo, nel corso della storia dell’umanità, ha via via trovato nuovi espedienti tecnologici (dalla ruota, alle armi, alla parola scritta) che costituiscono delle vere e proprie estensioni della propria persona. Si potrebbe dire che un’estensione è una sorta di protesi concettuale: la ruota non solo estende e potenzia le capacità del piede, ma costruisce una nuova dimensione interiore; una giustificata sensazione di potere e di potenza a cui d’ora in poi sarà difficile rinunciare e di cui indistintamente tutti gli individui tenteranno di impadronirsi.

Il telefono estende il nostro orecchio e la nostra voce. La televisione estende le facoltà dell’occhio e dell’orecchio. I moderni telefoni cellulari producono una sorta di ebbrezza nel concentrato di protesi o estensioni che riescono a produrre: con la velocità elettrica di questo multimedium, oggi si può (a qualsiasi distanza nel mondo terrestre, o verso aeronavi) parlare, ascoltare, ricevere un segnale televisivo, vedere l’interlocutore con cui parliamo, videosorvegliare l’abitazione, scattare fotografie, effettuare videoregistrazioni, ascoltare brani musicali, vedere film, prendere appunti di memo-voce, navigare su internet, leggere e spedire posta elettronica, trasferire dati, effettuare telefax, e, già da ora, fare transazioni commerciali e finanziarie certificate, con carte di credito, o con l’addebito sulla bolletta.

Le maggiori imprese del campo dell’informatica e della telefonia lavorano con buona lena verso la "convergenza" nello stesso strumento tecnologico di quante più risorse e funzioni possibili.

"Il termine «comunicazione» -dice Marshall McLuhan- è stato ampiamente usato con riferimento alle strade, ai ponti, alle rotte navali, ai fiumi e ai canali, prima di trasformarsi con l' era elettronica in «movimento d' informazione». Forse non c'è modo più adatto a definire il carattere dell' età elettrica che lo studiare prima l' idea del trasporto come comunicazione, poi il passaggio all'idea d'informazione mediante l'elettricità. La parola «metafora» deriva dal greco meta phérein, e significa trasportare". McLuhan nel suo «Gli strumenti del comunicare» aggiunge che "ci occupiamo di tutte le forme di trasporto di merci e d'informazioni, sia come metafora sia come scambio. Ogni forma di trasporto non soltanto porta, ma traduce e trasforma il mittente, il ricevente e il messaggio. L' uso di un qualunque medium, o estensione dell' uomo, altera gli schemi d'interdipendenza tra le persone come altera i rapporti tra i sensi.  

E' un tema insistente di questo libro -conclude McLuhan- che tutte le tecnologie sono estensioni del nostro sistema fisico e nervoso per aumentare il potere e la velocità. Se non ci fossero questi aumenti di potere e di velocità, non ci sarebbero, o verrebbero eliminate, le nuove estensioni di noi stessi".

Lo squarcio potente che McLuhan (mezzo secolo fa) apre sul futuro e sul ruolo dei mass media ci fa comprendere quali formidabili "avversari" del libro abbiamo di fronte. Se tutti noi, e l’adolescente a maggior ragione, percepiamo i ritrovati tecnologici come parte di noi stessi, sarà sempre più difficile che ce ne stacchiamo, anche per un attimo, senza sentirci fisicamente e mentalmente menomati. Con buona pace delle giuste battaglie contro l’uso del telefonino a scuola, i nuovi media sono percepiti ogni giorno di più non solo come estensioni, ma addirittura "protesi", del corpo o del cervello.

Tuttavia il libro, la parola scritta, il contatto con la carta che esalta i bibliofili tanto quanto quelli che il giorno dopo scorrono avidamente le pagine di giornale per leggere il resoconto del calcio, sono e restano magicamente essenziali. Ci si è domandati, ad esempio, se l’uso del computer per leggere e scrivere possa soppiantare l’abitudine a leggere sul supporto di carta stampata e la risposta va a favore del giornale e del libro: in questo caso (anche quando si compie una navigazione su internet) la tecnologia tenta di  imitare i supporti cartacei ma non riesce a sostituirli. La rivincita dell’antico sta nella stanchezza indotta dalla lettura sui monitor, nella flessibilità fisica della carta, nella sua trasportabilità, nella sua relativa disponibilità alta, che ne determina, in termini di costi, un prezzo ancora basso; la flessibilità posturale che la carta consente rispetto al computer, la possibilità di rimeditare, rivedere, sottolineare, creando da sé un ipertesto fisico che ci riporta ai libri medievali, che venivano regolarmente commentati dai lettori più o meno privilegiati che vi potevano accedere.

Nonostante l’invadenza delle macchine, i calcolatori elettronici, nuovi "amici", hanno la straordinaria capacità di memorizzare e rendere disponibili opere dell’ingegno che spesso rischiano di essere per sempre disperse a causa della deperibilità della carta: il supporto informatico oggi e nel futuro ci consente di possedere e ristampare un’opera in modo permanente, consolidando così la memoria storica del genere umano e consentendogli, forse, di non ripercorrere vecchi errori.  


LA TELEVISIONE

Discorso a parte meriterebbe l’analisi del ruolo che ha il medium televisivo, che si muove su due binari per rubare tempo di vita e tempi di apprendimento ai giovani che non hanno ancora elaborato adeguate "istruzioni per l’uso".

Ha ricordato saggiamente Umberto Eco nel suo "Apocalittici e integrati", che di fronte alle nuove scoperte tecnologiche non si può avere un atteggiamento di rifiuto luddista o di assoggettamento acritico.

La televisione, soprattutto in Italia, con la sua ossessiva invadenza di messaggi pubblicitari, riverbera drammaticamente il problema principale posto dalla globalizzazione dei mercati: una concorrenza agguerrita sui costi di produzione sempre più bassi, che generano prezzi altrettanto competitivi.

Per le imprese europee, nei paesi che non tengono il passo nella produttività, si determina la drammatica necessità di proporre i propri prodotti in modo sempre più intenso in modo da tentare di tenere il passo. Sarebbe facile osservare che l’alta domanda di prodotti che provengono da altri paesi non nasce dalla pubblicità, ma dalla loro qualità competitiva, ma il sistema televisivo (che in futuro comincerà a soffrire per la concorrenza del medium internet) fa ancora uno sforzo, che genera rigetto nei soggetti più consapevoli, per spingere al massimo possibile i consumi.

Ma la televisione, con il messaggio pubblicitario o con il contenuto di tipo "culturale" come un film, un documentario, un servizio giornalistico, non propaganda solo oggetti: "vende" stili di vita, modelli di comportamento che, a causa della ripetitività dei messaggi, finiscono per divenire quasi irrinunciabili, assunti supinamente se non interviene un’agenzia educativa prioritaria come la scuola a bilanciare con delle "istruzioni per l’uso" gli effetti più deleteri.

In Marshall McLuhan la televisione è considerato un medium "freddo", un mezzo di comunicazione (per i tempi dello studioso prevalentemente in bianco e nero) a bassa definizione, come il telefono. I mezzi a bassa definizione hanno come caratteristica il richiedere ai fruitori un’attenzione totale ed assorbente, proprio per il tentativo che ognuno fa di completare la scarsa definizione del messaggio. E’ in questo la chiave dell’ipnosi mediatica cui sono sottoposti specialmente i giovani, con effetti distruttivi sulla percezione corretta di tutta la realtà circostante. Una rieducazione costante alla coscienza della percezione mediatica deve dunque servire a riportare il libro alla sua giusta dimensione, senza per questo pensare di mettere al bando i nuovi media, con cui, ovviamente, è necessario imparare a convivere in un corretto rapporto dialettico.

Si può immaginare che se McLuhan avesse avuto modo di occuparsi del fenomeno ormai globale e inarrestabile della rete internet avrebbe certo sostenuto che la fruizione di essa deriva dall’abbinamento di due medium freddi (e pertanto altamente assorbenti) come il monitor TV ed il telefono, che coinvolgono soprattutto l’occhio e l’orecchio, ma finiscono per diventare non più una estensione e potenziamento delle facoltà sensoriali, bensì un prolungamento del nostro cervello; della nostra mente; e (chissà, in futuro) addirittura del nostro pensiero inteso non solo come facoltà di pensare ma anche come organizzazione (in)cosciente dei contenuti.

I MODELLI

Da quanto sopra è fin troppo ovvio arguire che tv, telefono mobile e internet (che vanno verso la convergenza in un unico strumento di comunicazione) sono diventati il più potente mezzo di omologazione dei comportamenti, almeno per le giovani generazioni. La pubblicità (che meriterebbe un discorso a parte), gli trasmissioni sul genere del "Grande fratello" che scimmiottano le predizioni orwelliane; gli spettacoli, le serie romanzate, sono un potente strumento di illustrazione di modi di vita, sostenibili o, più spesso insostenibili, volti a spingere i fruitori (non solo adolescenti!) più sprovvisti a fare qualunque cosa (tradotto: spendere qualunque cifra, perseguire il possesso di qualunque oggetto) pur di identificarsi nel modello pervicacemente proposto. E’ ovvio che il recupero del libro (secondo McLuhan medium "caldo", ad alta definizione, gratificante) non può che giovare a delle personalità in formazione.

LABORATORIO: né apocalittici né integrati.

Chiedere all'alunno di analizzare in proprio l’uso che fa di ogni mezzo di comunicazione valutando azioni e reazioni:

- speditevi un sms;

- spedite un messaggio di posta elettronica;

- osservare in classe uno spettacolo TV e dire cosa attrae;

- portate il vostro videoclip (musicale) preferito.

- Quanto tempo si passa con le cuffie alle orecchie?

- E a navigare su internet?

- Esaminare in sede collettiva criticamente le esperienze di ciascuno.

- Chiedere a tutti una riflessione sul rapporto tra questi media e il libro come strumento di apprendimento e di crescita.


UNITA' DIDATTICA 3

* * *

AMICI LIBRI

 

 


LA GRANDE NARRATIVA, LA POESIA:
LIBRI CHE HANNO SEGNATO LA STORIA DELL’UOMO.
LETTURA E CITAZIONI DI AUTORI IMPORTANTI, CLASSICI E CONTEMPORANEI

LABORATORIO E ATTIVITA': TOCCARE I LIBRI

 

TEMPI: 3 ORE.

La terza Unità Didattica si può configurare pressoché interamente come una serie di attività di laboratorio, ovviamente supportate da alcuni elementi portanti.

L'U.D. dovrebbe ottenere l'obbiettivo di appassionare alla lettura, per il tramite di incipit e/o brani di autori significativi, ponendo attenzione alle capacità reali del discente, possibilmente connesse all'età ed al suo contesto culturale e formativo.

Tutti conosciamo il celebre discorso di Daniel Pennac nel suo saggio "Come un romanzo", in cui rivendica

I DIRITTI IMPRESCRITTIBILI DEL LETTORE:

Il diritto di non leggere

Il diritto di saltare le pagine

Il diritto di non finire un libro

Il diritto di rileggere

Il diritto di leggere qualsiasi cosa

Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)

Il diritto di leggere ovunque

Il diritto di spizzicare

Il diritto di leggere a voce alta

Il diritto di tacere

E' esperienza consolidata di chi ha per sua fortuna imparato ad amare i libri di narrativa (a fortiori, di poesia) che la comprensione della realtà circostante passa obbligatoriamente dalla frequentazione del libro, che si tratti del "Decameron", dei "Promessi Sposi" o "I ragazzi della via Paal", cominciando dalle fiabe antiche e moderne, continuando coi grandi poemi: da Omero a Torquato Tasso, passando per Virgilio, Dante Alighieri e Lodovico Ariosto.

Il libro aiuta non solo a capire la realtà, ma a costruire la persona e la personalità; aiuta ad entrare in relazione con gli altri, a creare un patrimonio comune condiviso di valori e di conoscenze; a sviluppare la capacità di riflessione, a socializzare i contenuti, a creare un forte senso di identificazione della propria civiltà  della propria lingua come presupposto all'aprirsi ad un necessario atteggiamento di fondo interculturale.

Il libro è poi un'affascinante esperienza di viaggio, in senso proprio (da Marco Polo a Jonathan Swift) ed in senso interiore (per citare i più famosi, Joyce, Svevo, Proust).

Il libro, infine, in un percorso ideale che va (per la nostra lingua contemporanea) da Manzoni a Calvino (passando per Leopardi),  è il supporto più importante, di valore indiscusso e insostituibile perché ognuno di noi impari a scrivere, il che non è poco.

Appassionare alla lettura, quindi può partire dalle seguenti attività di laboratorio, che dovrebbero essere la risultante di una curiosità interiore fortemente stimolata.

LABORATORIO: toccare i libri

- Fornire agli alunni l'inizio di un romanzo famoso, dando loro le prime 15-20 righe (2-3 capoversi), e chiedere a tutti di proseguire la narrazione, quindi confrontarsi insieme sulle scelte di ciascuno.

- Chiedere ad ogni alunno di scegliere un buon libro (scelto tra quelli posseduti o nella biblioteca d'Istituto) e poi invitarlo a relazionarne, possibilmente anche per iscritto, in classe, per "socializzare" la sua esperienza.

- Chiedere a tutta la classe di leggere un libro scelto dal docente, e poi discuterlo tutti insieme confrontando i punti di vista.

- Realizzare una biblioteca di classe che diventi la risultante di tutte queste esperienze.

ATTIVITA'

- Invitare a scuola uno scrittore, possibilmente dopo aver affidato ad un gruppo di due/tre studenti la lettura di un suo libro, e discutere con lui sulla genesi e lo sviluppo del romanzo.

- Organizzare una visita presso una biblioteca o un archivio, che possa stimolare negli alunni anche la gratificazione del vedere una bella edizione, del "toccare" (compatibilmente con la preziosità del testo!) un libro e determinare una voglia di leggere che passi anche attraverso il possesso dell'oggetto-libro, sapendo che il possesso non è necessariamente l'acquisto ma anche la consultazione, e sapendo che i libri si possono avere in prestito, o, meglio darli in prestito sapendo che difficilmente saranno restituiti.

 

Home Mass Media

Maria Rosaria Poeta
mariellapoeta@libero.it
© D. Labate - 2008